BIKE TOURS: PERCORSI PER CICLOTURISTI NELLA MARCA TREVIGIANA

BIKE TOURS: PERCORSI PER CICLOTURISTI NELLA MARCA TREVIGIANA

  • Lungo la Greenway del fiume Sile, tra antichi centri abitati e oasi naturali

Il Parco Regionale del fiume Sile può essere esplorato via terra seguendo il tracciato ciclo-pedonale della Greenway che lo attraversa. Un percorso della lunghezza di 40 km (percorribile andata e ritorno in circa 3 ore e mezza) dedicato al relax che permette di godersi il placido corso del Sile, il più lungo fiume di risorgiva d’Italia

Sarà possibile attraversare i centri abitati di Casier e Casale sul Sile con le loro affascinanti chiese del centro storico e scoprirne le unicità, ad esempio il Cimitero dei Burci e l’antica fornace di Lughignano, fino a giungere, costeggiando l’Alzaia del fiume, a Casale sul Sile.

Punti di interesse

Cimitero dei burci: Situato tra i Comuni di Silea e Casier, lungo questo tratto della Greenway sono visibili i resti di 13 imbarcazioni tradizionali chiamate Burci, un tempo utilizzate per il trasporto fluviale commerciale dall’entroterra trevigiano fino alla Laguna di Venezia.

Lughignano: Accanto al percorso ciclabile del Sile sorge un’imponente antica fornace risalente al ‘500 ad oggi in disuso. La sua posizione strategica, a metà strada tra le città di Treviso e Venezia e a due passi dal corso del Sile, l’ha resa il luogo ideale in cui avviare il progetto per la Venice Wine Town.

Casale sul Sile: Percorrendo una delle numerose anse del fiume Sile, è possibile ammirare da una visuale privilegiata il piccolo porto di Casale sul Sile e la chiesa del paese edificata nel ‘700, collocati sulla sponda opposta.

 

  • Da Casale attraverso il Parco Naturale del Sile

Da Casale a Treviso, il fiume Sile si sviluppa in numerosi meandri, rami secondari ed ex cave che formano dei laghetti. Si tratta quindi di un percorso immerso nell’ambiente naturale del Sile, che incontra ampi parchi alberati, luoghi di interesse storico e naturalistico e punti panoramici. Numerose ville venete padronali sorgono agli argini del fiume ed è possibile ammirare le loro facciate principali che sono sempre rivolte verso l’acqua. E’ un percorso di 23 km (percorribile a/r in circa 2 ore) che regala benessere e incuriosisce il visitatore, il quale potrà scoprire la storia e le tradizioni dei caratteristici luoghi che attraverserà.

Punti di interesse

Casale sul Sile: Casale, uno dei maggiori centri abitati lungo il Sile, fu in passato un’importante postazione fortificata per il controllo della via fluviale, di cui è testimonianza la maestosa Torre Carrarese. Dall’ansa del Sile si riesce ad ammirare il piccolo porto e la chiesa parrocchiale, edificata nel ‘700.

Musestre: Frazione del Comune di Roncade, questo piccolo centro abitato è uno degli insediamenti più antichi della zona insieme ad Altino ed è caratterizzato dalla presenza di un’antica torre di origine longobarda risalente al IX secolo, in origine parte del castello dei conti di Collalto.

Quarto d’Altino: affascinante centro abitato attraversato dal tratto finale del fiume Sile, Quarto d’Altino era presente già durante l’epoca romana. Qui è presente il Museo archeologico nazionale di Altino, progettato da Ferdinando Forlati assieme all’attigua chiesa e al portico.

Trepalade: in questa frazione di Quarto d’Altino, situata vicino al fiume Sile, si trova la magnifica Oasi naturale di Trepalade. Qui riesce a crescere la vegetazione spontanea del fiume Sile, e in questo ambiente tipico vengono ospitati e protetti numerosi piccoli mammiferi, rettili, uccelli e anfibi ormai scomparsi nelle zone limitrofe.

Portegrandi: interessante in questa piccola cittadina è la famosa Conca, antico borgo affacciato sulla laguna. L’area è importante e protetta all’interno del Parco naturale Regionale del fiume Sile, e sono previsti in breve tempo lavori di restauro per donarle nuovamente l’antico splendore.

Laguna di Venezia: l’arrivo alla Laguna di Venezia segna l’immersione in un ambiente naturale unico e piacevole, segnato dai suoi inconfondibili profumi e dalla brezza marina. Offre numerosi punti panoramici ideali per scattare ottime fotografie, torri per il birdwatching e un paesaggio rurale rilassante, lontano dal traffico.

  • Anello del Sambuco e Bosco dei Fontanassi

Il “Sambuco” è un percorso ciclo-pedonale, perfetto per trascorrere una rilassante giornata lontano dal traffico e dai rumori della città. L’itinerario parte dal Comune di Morgano Veneto e si sviluppa ad anello attraversando diversi comuni della provincia di Treviso per circa 24 km (percorribili a/r in circa 2 ore e mezza). Il percorso si snoda su strade secondarie che permettono di ammirare la bellezza della natura che circonda questo territorio, incrociando il fiume Sile.

Punti di interesse

Fiume Sile: è il più lungo fiume di risorgiva d’Europa, che nasce e scorre interamente nella pianura veneta, tra Treviso e Venezia. È tutelato all’interno del Parco Naturale Regionale del fiume Sile, il quale si estende dalle sorgenti, situate a Casacorba di Vedelago (Treviso) e Torreselle di Piombino Dese (Padova), fino alla foce nel mar Adriatico. Il fiume Sile presenta diverse peculiarità, tra cui il fatto che il suo livello dell’acqua rimane costante durante l’intero periodo dell’anno, e che le fonti che lo originano sono così eccellenti che diversi marchi d’acqua italiani attingono proprio da queste falde per i loro prodotti.

Via Ostiglia: è lunga 118 km e corre parallelamente a quella che era la linea ferroviaria omonima. Ad oggi sono stati realizzati solo 52 km del percorso (da Treviso fino a Bevadoro di Campodoro). L’itinerario è alla portata di tutti, totalmente pianeggiante ed alberato, con prevalenza di strade asfaltate o ghiaia e con lunghi tratti di rettilineo.

Gran Bosco dei Fontanassi: sono così chiamate le risorgive da cui le acque pluviali provenienti dalle montagne e i rami sotterranei del fiume Piave salgono in superficie spontaneamente, dando così vita al percorso fluviale del Sile. In questa zona, compresa all’interno del Parco Naturale Regionale del fiume Sile, si possono ammirare le polle di risorgiva più grandi e più antiche; sono chiamate tipicamente “dea coa longa” e “del prete”, e si trovano in una zona del parco raggiungibile solo con calzature che consentano di camminare nella fitta boscaglia e sul suolo composto prevalentemente da “torbe”.

La Rotonda di Badoere: è una delle barchesse più famose del Veneto; una struttura imponente e fatta per ospitare una serie di botteghe in un semicerchio e abitazioni sull’altro, con una grande piazza per il mercato. Sono numerose le iniziative che si susseguono per dare vita a questo spazio, come il mercatino dell’antiquariato o la festa dell’Asparago IGP di Badoere.

Villa Corner della Regina: una maestosa villa risalente al 1500, che prende il nome dalla famosa Caterina Cornaro, era caduta in disuso alla fine del secolo scorso, ma è stata acquistata nel 2002 da una società trevigiana che ne ha intrapreso i lavori di restauro. Grazie a ciò è stato possibile recuperare gli antichi marmorini e la luminosità dei colori ottocenteschi. Dal 2012 è diventata un magnifico hotel che ospita matrimoni ed eventi culturali e privati, ed è circondato da un enorme parco secolare.

 

  • Tour Sorgenti del Sile

Il tour ciclo-turistico “Sorgenti del Sile” è un percorso, lungo circa 20 km, offerto dalla rete d’imprese Cycling in the Venice Garden, creato per scoprire ed ammirare le particolari sorgenti dell’omonimo fiume, gustando la bellezza di una giornata immersi nel verde.

L’itinerario parte da Albaredo, frazione del Comune di Vedelago, per poi dirigersi a sud costeggiando il fiume Zero. Si potranno vedere ed esplorare molti punti interessanti che contengono le importanti e suggestive risorgive del fiume Sile come la Porta dell’Acqua e il Gran Bosco dei Fontanassi. Ci si immerge nei sentieri completamente dominati dalla natura, fino ad arrivare al punto di arrivo che è, come la partenza, ad Albaredo di Vedelago.

Punti di interesse

Fiume Sile: è il più lungo fiume di risorgiva d’Europa, che nasce e scorre interamente nella pianura veneta, tra Treviso e Venezia. È tutelato all’interno del Parco Naturale Regionale del fiume Sile, e presenta diverse peculiarità, tra cui il fatto che il suo livello dell’acqua rimane costante durante l’intero periodo dell’anno, e che le fonti che lo originano sono così eccellenti che diversi marchi d’acqua italiani attingono proprio da queste falde per i loro prodotti.

Porta dell’acqua: queste sorgenti si trovano all’interno dell’area protetta del Parco del Sile; sono presenti anche un giardino didattico che contiene il “Fontanasso di Santa Brigida” e un giardino botanico che ricrea sei habitat tipici del fiume. È collegato con un sentiero pedonale al Gran Bosco dei Fontanassi.

Gran Bosco dei Fontanassi: sono così chiamate le risorgive da cui le acque pluviali provenienti dalle montagne e i rami sotterranei del fiume Piave salgono in superficie spontaneamente, dando così vita al percorso fluviale del Sile. In questa zona, compresa all’interno del Parco Naturale Regionale del fiume Sile, si possono ammirare le polle di risorgiva più grandi e più antiche; sono chiamate tipicamente “dea coa longa” e “del prete”, e si trovano in una zona del parco raggiungibile solo con calzature che consentano di camminare nella fitta boscaglia e sul suolo composto prevalentemente da “torbe”.

  • Da Roncade alla Laguna di Venezia: lungo la Claudia-Augusta e la Monaco Venezia

 

In questo tratto della Ciclovia Monaco-Venezia, partendo da Roncade e arrivando alla Laguna di Venezia, il percorso si snoda attraverso vari comuni in cui l’elemento naturale si fonde con la storia cittadina. Roncade, Quarto d’Altino, Trepalade, sono solo alcuni dei numerosi punti di interesse che si trovano lungo questo percorso, che per un tratto segue anche la via Claudia-Augusta. La Laguna di Venezia, infine, regala un’immersione in un ambiente più unico che raro, e rappresenta una meraviglia naturale incantevole e mozzafiato.

Punti di interesse

Roncade: il percorso inizia da una vivace area verde del fiume Musestre, popolata da fauna e flora caratteristiche, proseguendo per il centro cittadino di Roncade. Qui si trova il suo Castello, un interessante esempio di architettura rinascimentale cinto da mura medievali che circondano l’incantevole giardino.

Quarto d’Altino: affascinante centro abitato attraversato dal tratto finale del fiume Sile, Quarto d’Altino era presente già durante l’epoca romana. Qui è presente il Museo archeologico nazionale di Altino, progettato da Ferdinando Forlati assieme all’attigua chiesa e al portico.

Trepalade: in questa frazione di Quarto d’Altino, situata vicino al fiume Sile, si trova la magnifica Oasi naturale di Trepalade. Qui riesce a crescere la vegetazione spontanea del fiume Sile, e in questo ambiente tipico vengono ospitati e protetti numerosi piccoli mammiferi, rettili, uccelli e anfibi ormai scomparsi nelle zone limitrofe.

Portegrandi: interessante in questa piccola cittadina è la famosa Conca, antico borgo affacciato sulla laguna. L’area è importante e protetta all’interno del Parco naturale Regionale del fiume Sile, e sono previsti in breve tempo lavori di restauro per donarle nuovamente l’antico splendore.

Via Claudia-Augusta: costruita nel I secolo dopo Cristo dai romani,  questo itinerario rivive oggi come ciclovia che, partendo da Venezia e attraversando l’Austria, porta in 655 km fino alla città tedesca di Donauwoerth, sul Danubio. Lungo il suo percorso si trovano diversi paesaggi: dalle ripide strade di montagna alle dolci colline. Il fondo è quasi sempre asfaltato, lunghi tratti sono su pista ciclabile o su strade secondarie poco trafficate.

Laguna di Venezia: l’arrivo alla Laguna di Venezia segna l’immersione in un ambiente naturale unico e piacevole, segnato dai suoi inconfondibili profumi e dalla brezza marina. Offre numerosi punti panoramici ideali per scattare ottime fotografie, torri per il birdwatching e un paesaggio rurale rilassante, lontano dal traffico.

 

  • Da Quinto di Treviso lungo la Treviso-Ostiglia fino alla Rotonda di Badoere

Questo è di sicuro il percorso ideale per conciliare la bellezza di un rilassante ambiente naturale con l’eleganza e l’accoglienza delle cittadine venete. Partendo da Villa Memo Giordani Valeri a Quinto di Treviso, location nella quale si tiene il concerto di Sile Jazz, si procederà attraverso strade non trafficate per poter godere a pieno dell’ambiente circostante. Da qui comincia un tratto sul famoso percorso ciclopedonale Treviso-Ostiglia, realizzato dall’ex omonima ferrovia militare, fino ad arrivare alla famosa Rotonda di Badoere.

Punti di interesse

Villa Memo Giordani Valeri, Quinto di Treviso: Villa Memo Giordani Valeri, dal nome dei suoi più importanti proprietari, è una dimora storica del XVII secolo. E’ immersa in un bellissimo giardino che presenta alberi secolari, aiuole verdi e roseti. Al suo interno si trovano un grande salone d’accoglienza, splendide stanze nobili e alcuni capolavori dipinti dall’artista veneto Vittorio Emanuele Bressanin.

Via Ostiglia: la pista ciclopedonale Treviso-Ostiglia è stata costruita lungo l’ex ferrovia militare che attraversa campi e paesi dal fiume Sile al fiume Po. Ad oggi sono stati realizzati solo 52 km del percorso (da Treviso fino a Bevadoro di Campodoro). L’itinerario è alla portata di tutti, totalmente pianeggiante ed alberato, con prevalenza di strade asfaltate o ghiaia e con lunghi tratti di rettilineo.

Badoere: Badoere è una famosa cittadina veneta del Comune di Morgano. Qui si trova la “Rotonda di Badoere”, una delle barchesse più famose del Veneto: una struttura imponente e fatta per ospitare una serie di botteghe in un semicerchio e abitazioni sull’altro, con una grande piazza per il mercato. Sono numerose le iniziative che si susseguono per dare vita a questo spazio, come il mercatino dell’antiquariato o la festa dell’Asparago IGP di Badoere.

 

  • L’ANELLO DEL MONTELLO

 

Il territorio della provincia di Treviso, riconosciuta come la più ciclistica d’Italia, offre una serie di percorsi progettati con chilometraggi e difficoltà differenti.

Posto fra la campagna trevigiana, le pendici pedemontane e circondato dalla Valle del Piave, il Montello, è il luogo ideale per gli allenamenti ciclistici. Presenta una buona viabilità lungo tutto il suo perimetro, il cosiddetto “Periplo”, mentre lungo la sommità si sviluppa la “Dorsale”. In quest’ultima si innestano numerosissime strade chiamate “Prese”, numerate in modo progressivo. Questo intreccio di strade offre variegati possibili percorsi ed è per questo motivo che l’Anello ciclistico del Montello si adatta ad ogni esigenza di allenamento.

Fra i tracciati più duri ricordiamo la Presa V, di circa tre chilometri e con una pendenza media del 6,6%, ma con un tratto iniziale con pendenze del 15-18%. Chi ama il ciclismo sicuramente affronterà la famosissima “Salita dei Mondiali”, il tracciato della prova su strada dei Campionati del Mondo di Ciclismo del 1985, svoltisi a Treviso.

Abbandonando per un attimo la parte agonistica, è doveroso citare alcune delle bellezze naturalistiche e storiche che si incontrano lungo l’itinerario. A partire dal rigoglioso bosco di rovere e querce che copre la parte più alta del Montello per arrivare alle testimonianze dei cruenti scontri della Prima Guerra Mondiale. Il Montello, infatti, fu il baluardo contro la principale offensiva austriaca, sferrata il 18 giugno 1918 nella Battaglia del Solstizio e oggi ricordata nella località di Santa Croce. A Nervesa della Battaglia si staglia, invece, l’imponente Ossario dei Caduti che accoglie le spoglie di 12.000 tra soldati italiani e austro-ungarici.

 

  • Dal Sile al Livenza

 

Partendo dalla greenway del GiraSile (Ciclovia E4), il percorso attraversa la parte orientale della provincia di Treviso e raggiunge il corridoio fluviale della Livenza, intercettando i più significativi siti naturalistici e storico architettonici presenti nel territorio fra i due fiumi. Sfruttando e intersecandosi con gli itinerari già esistenti, tra cui la Strada dei Vini del Piave, il tracciato prima si allunga nel basso Piave caro a Hemingway, toccando il Castello di Roncade, l’Abbazia del Pero di Monastier e il Sacrario di Fagarè, quindi, superata l’asta fluviale plavense, si inoltra in una vasta zona a vocazione vitivinicola, per la degustazione di ottimi vini. All’altezza di Motta di Livenza si giunge al porto fluviale della “Livenzetta”, punto strategico per la navigazione fluviale verso Caorle e la costa adriatica. Percorrendo verso nord la Livenza, una vera e propria oasi naturale lineare, si incontra l’ampia zona naturalistica del Prà dei Gai, e si raggiunge quindi la “città fluviale” di Portobuffolè, con i suoi musei e architetture nel centro storico. Da qui si perviene al parco Ansa Restera Zandegiacomi a Campomolino di Gaiarine e, attraversando la “Val de Gorg”, al Museo Comunale “Maglio dei Tonet” a Francenigo, affacciato sul corso della Livenza, via d’acqua che si presta sia all’escursionismo a piedi e in bicicletta sia a quello fluviale, utilizzando i numerosi approdi per canoe e barche.

 

  • GiraSile

 

Il Sile è il più lungo fiume di risorgiva d’Europa: prende vita a quota 23 metri sul livello del mare ed attraversa placido e sinuoso la Marca trevigiana per sfociare nel litorale veneziano. L’anello che collega Treviso a Casale sul Sile segue le sponde del corso d’acqua in uno dei tratti più suggestivi dove il rapporto uomo – fiume si sviluppa tra modernità e tradizione. Città d’arte, aree naturalistiche, ville venete e campagne rigogliose sono tutte eccellenze tutelate dal Parco Naturale Regionale del Fiume Sile.

L’itinerario ha inizio presso il Ponte della Gobba lungo le rive del fiume a poca distanza dal centro storico di Treviso, città raffinata e signorile. Lungo la pista ciclabile si incontra prima il Porto di Fiera, ultimo vero porto della città, attivo fino alla prima metà del secolo scorso, poi la centrale idroelettrica di Silea, per arrivare sulla riva destra, al cimitero dei burci, dove giacciono affondate le imponenti imbarcazioni utilizzate per il trasporto commerciale di merci. I burci, facilmente visibili grazie ad un sistema di passerelle in legno, vennero abbandonati attorno al 1974/1975, quando la navigazione fluviale fu soppiantata dal più moderno trasporto su gomma.

 

 

 

  • Ezzelini Trail

 

Nell’angolo della Marca Trevigiana compreso tra i comuni di Resana, Castelfranco Veneto, Castello di Godego, Loria e Riese Pio X, si snoda un percorso ciclopedonale che per circa 15 chilometri accompagna Sui Sentieri degli Ezzelini. L’itinerario è dedicato alla celebre famiglia medievale che ha vissuto in queste terre e corre lungo il fiume Muson e il canale artificiale Musonello, per poi addentrarsi nella vasta pedemontana del Grappa.

La pista ciclopedonale è divisibile in due tratte:

Tra Castelfranco, Godego, Loria e Spineda di Riese Pio X e poi Fonte e Maglio di Pagnano d’Asolo, e tra Castelfranco, Resana e Camposampiero, dove prosegue alla volta di Padova con l’itinerario “Il Cammino di Sant’Antonio”.
Si tratta di una bella realtà che permette di percorrere, da Padova ad Asolo, oltre 60 chilometri di bella pista ciclabile, parzialmente sterrata, e visitare importanti cittadine ricche di storia, arte e motivazioni religiose, nonché paradigmi per conoscere le realtà dell’alta pianura veneta verso la vasta pedemontana del Grappa.

 

  • Giramonticano

Si tratta di un itinerario naturalistico che si snoda in sommità dell’argine del fiume Monticano, connettendosi con la rete delle piste ciclabili e della viabilità minore situata in prossimità del corso d’acqua. Si tratta del “corridoio fluviale” del Monticano, dove il patrimonio paesaggistico e gli elementi storico architettonici definiscono dei luoghi di interesse sia per l’escursionista che per la fruizione locale. Il tratto più orientale del GiraMonticano lambisce la città di Motta di Livenza, da cui si può proseguire, via terra o via fiume, verso Caorle o Sacile, sfruttando gli itinerari turistici lungo la Livenza. Rilevante, a Motta, anche il tema spirituale, con il celebre Santuario della Madonna dei Miracoli. Proseguendo verso occidente si giunge a Gorgo al Monticano, dove sorgono due notevoli Ville Venete, ora sedi di affermate attività ricettive, in cui è possibile degustare le peculiarità enogastronomiche locali. Il Monticano, più a monte, è quindi affiancato da ampie aree a parco, ideali per la sosta e lo svago. L’itinerario si spinge quindi verso Oderzo, l’antica Opitergium, nel cui centro storico si possono trovare scavi archeologici di epoca romana, interessanti musei e numerosi e prestigiosi esercizi commerciali. Il percorso raggiunge infine Fontanelle, costeggiando il fiume Monticano, con un curato paesaggio rurale, con molteplici servizi al turista e “luoghi di valore” quali Villa Marcello del Majno, con la sua cantina, la vicina Chiesa di San Pietro e la splendida Villa Galvagna in località Saccon di Lia.

 

  • MONACO – VENEZIA

Andare in bici collega il viaggiare con allenamento sportivo; unisce paesi, nazioni con persone , la natura con cultura e culinaria.

Mentre godete il viaggio passate tre zone climatiche , zone alpine e mediterranee divise in cinque capitoli.

La prima tappa è sotto il segno dell‘elemento acqua.

Nel fuoco del secondo capitolo chiamato “ lo scrigno del tesoro del Tirolo” viene raccontata la storia delle tradizione delle miniere e i loro frutti e sofferenze.

Subito dopo il passo Brennero inizia il terzo capitolo chiamato “ il sentimento di vita alpino-mediterraneo”.
Nel quarto capitolo inerente il viaggio ci immergiamo nel patrimonio mondiale dell’UNESCO-le Dolomiti.
Attraversando la pianura trevigiana e veneziana inizia il quinto capitolo “i giardini di Venezia e città d’arte” che trova il suo culmine nella famosa città lagunare con l’arrivo nel mare Adriatico.
Attraversando la pianura veneta si incontrano le città di Vittorio Veneto, Conegliano, Treviso e altre località amene per raggiungere infine la splendida Venezia.

 

 

  • CICLABILE DEL PIAVE

Lungo il corso del Fiume Sacro alla Patria

Nei territori di Jesolo e San Donà di Piave la natura riempie il paesaggio, le lagune, la flora e la fauna presenti richiamano il peculiare aspetto naturalistico del tempo passato. Pedalare alla sommità di un argine fluviale significa godere dello scenario circostante scoprendo scorci di territorio incontaminato. Seguendo il corso del Piave e del Sile, i fiumi che bagnano queste belle terre, si scoprono colori e profumi di un paesaggio vallivo unico.

La partenza dell’itinerario è prevista da Fossalta di Piave precisamente dalla golena del Piave adibita a parco fluviale. Nei pressi della partenza si trova il ponte di barche, chiamato passo, da cui si gode di un paesaggio particolarmente suggestivo. Attraversando Musile di Piave merita una piccola sosta la visita agli scavi di un ponte romano, resto risalente ai tempi in cui questo territorio era attraversato dall’antica via Annia.

Passata San Donà di Piave si incontrerà successivamente Caposile, estremità orientale del canale Taglio di Sile e piccolo centro urbano caratteristico per i suoi ponti: quello di barche e quello a bilanciere. Proseguendo verso Jesolo si potrà godere di una vista panoramica di rara bellezza sulle valli della laguna nord di Venezia: le valli Dragojesolo, Grassabò e Lio Maggiore. Abbracciato dal mare e dal fiume, questo tratto di pista è incantevole e sicuramente vale la pena soffermarsi per godere la singolare sensazione di sentirsi sospesi tra l’acqua e la terra.

La natura è quella tipica delle zone lagunari ad acqua salmastra, molto ricca e rigogliosa dove aironi, garzette e gabbiani, le timide schiribille e le petulanti folaghe animano il paesaggio.

Arrivando a Jesolo si incontra l’area archeologica, dove si potranno vedere i resti della cattedrale romanica di Santa Maria Maggiore con il suo famoso pinnacolo. Proseguendo con l’itinerario si entra in Jesolo Lido, località balneare nota per l’estensione di ben quindici chilometri di arenile e per le proprietà elioterapiche. Lasciando Jesolo per seguire le pigre curve del Sile – Piave Vecchia, il cui corso finale si insinua tra secche e spessi canneti, la sensazione è quella di percorrere il tipico ambiente della piccola agricoltura perifluviale
Arrivando al Cavallino si giungerà alla foce del Sile, dove si trova anche il faro. Lungo la strada si potranno ammirare le famose Conche del Cavallino, che permettono alle imbarcazioni di superare il dislivello esistente fra il canale a livello costante e la laguna a livelli variabili. L’orizzonte azzurro degli specchi d’acqua vallivi compare a segnare l’ingresso nella fascia territoriale incuneata tra i due complementari ecosistemi del fiume e della Laguna.

Da non perdere: il tramonto sulla laguna nord, circondati dal mare e dal fiume è sicuramente un’esperienza indimenticabile

 

  • CICLOVIA TREVISO-OSTIGLIA

La Treviso-Ostiglia corre lungo la linea dell’ex ferroviaria che collegava il capoluogo della Marca al comune sul Po, in provincia di Mantova. Realizzata tra il 1920 e il 1940, dopo essere stata bombardata dagli Alleati nella Seconda guerra mondiale, la linea ferroviaria venne progressivamente dismessa ma oggi, grazie al suo recupero, la Treviso-Ostiglia è un corridoio verde dove si può pedalare per quasi 50 chilometri dalle porte del capoluogo trevigiano fino al confine con la provincia di Vicenza.

Parzialmente percorribile il primo tratto che parte dal centro città e raggiunge Quinto di Treviso. Da qui alla ex Stazione di Badoere e fino al confine con la provincia di Padova, la pista ciclabile è tutta su fondo sterrato di ghiaino e non crea problemi di percorribilità. Il tratto padovano, che corre anch’esso totalmente su asfalto, tocca ben dieci Comuni: Piombino Dese, Trebaseleghe, Loreggia, Camposampiero, Santa Giustina in Colle, San Giorgio delle Pertiche, Campo San Martino, Curtarolo, Piazzola sul Brenta e Campodoro.

In sella alla vostra bicicletta, l’itinerario vi porterà ad attraversare il Parco del Fiume Sile, il fiume di risorgiva più lungo d’Europa, e il parco agrario di Tergola. Con piccole deviazioni  l’itinerario può toccare alcune delle più famose ville venete come Villa Cornaro a Piombino Dese e Villa Contarini a Piazzola sul Brenta.

Inoltre la ciclabile oggi incrocia tre dei più frequentati assi ciclabili del Veneto come la via del Brenta, la ciclabile del Muson dei Sassi e la ciclabile del Sile che scende fino a Jesolo. Per ricaricare le energie vi consigliamo una sosta in uno degli agriturismo che trovate lungo il percorso, dove degustare le delizie tipiche.

 

  • VIA CLAUDIA-AUGUSTA

La ciclabile degli antichi romani

La Via Claudia Augusta, costruita nel I secolo dopo Cristo, univa il mondo latino del Nord-est dell’Italia al mondo germanico della regione del Danubio più a nord. Come per molte altre strade romane, non è possibile ricostruire nei minimi dettagli il percorso che la strada faceva: troppi secoli sono passati da allora.

Conosciamo però a grandi linee il suo tragitto, anche perché i Romani, come e forse meglio di noi, erano bravissimi nello scegliere i percorsi più efficienti per attraversare le Alpi.

La Via Claudia Augusta rivive oggi come ciclovia che, partendo da Venezia e attraversando l’Austria, porta in 655 chilometri fino alla città tedesca di Donauwoerth, sul Danubio.

Dal punto di vista culturale/paesaggistico, il percorso può essere diviso in tre parti: la prima parte prevede l’attraversamento della pianura veneta e la risalita delle valli del Piave e dell’Adige fino a Bolzano; i punti più interessanti sono sicuramente costituiti dalle città di Venezia, Treviso, Trento e Bolzano.

La seconda parte è l’attraversamento delle Alpi, fra Italia, Austria e Germania. Qui è la natura a farla da padrone: montagne, boschi e laghi sono punteggiati dai tipici villaggi alpini.

La terza parte si svolge tutta in Germania, nel Land della Baviera: qui il panorama è prevalentemente collinare, e il fatto che il percorso è tutto in leggera discesa permette di godersi tranquillamente il panorama; anche qui gli insediamenti che si incontrano sono tutti di dimensioni piccole.

Lunghezza totale: 655 km
Elevazione minima: -4 m
Elevazione massima: 1514 m
Dislivello totale in salita: 3536 m
Dislivello totale in discesa: 3133 m